Tutto ciò che è normale in una città normale, qui a Venezia diventa straordinario, qualcosa di cui parlare. Se a Venezia apre una libreria, in luogo dell’ennesimo negozio di maschere di plastica, l’evento ha una risonanza incredibile, eppure è successo… (prosegui la lettura qui)

Così inizia la presentazione dell’Associazione Do.Ve, che sta per Dorsoduro Ovest, oppure Dorsoduro, Venezia o anche “Venezia, datti da fare”. E’ una iniziativa interessantissima perché nata dal sentimento di orgoglio degli abitanti di un distretto (un sestiere) incluso in una destinazione turistica delle più importanti (Venezia, itself) ma dove qualcosa è accaduto ed ha fatto diventare periferia tutto ciò che è a cento passi dal percorso Piazzale Roma – Rialto – San Marco. Ma per chi si aspettasse di visitare la Venezia che si vede/va nei film e nella narrazione più suggestiva, è in quelle periferie che si dovrebbe andare.

Do.Ve sta dimostrando che il distretto turistico può essere resiliente quando chi vi abita ed opera capisce che ha una identità e che occorre aggregarsi ed agire insieme, per farsi conoscere per ciò che si è e che si ha. Sembra una banalità? Niente affatto: è una operazione rarissima e difficoltosissima da sviluppare.

Per (e con) Do.Ve stiamo entusiasticamente aiutando ampliando la visione strategica delle loro attività in programma ed in particolare la festa che si svilupperà nei giorni 19-20 del prossimo ottobre. Ci occuperemo anche del potenziamento della visibilità della loro visione e sperimenteremo dei processi di co-generazione di proposte rivolte ai turisti. Infine, allestiremo alcune campagne sperimentali per proporre pacchetti per un soggiorno a Venezia che oggi tocca qualificare come diverso.

Infine: il portale web, con il calendario degli eventi e l’interattività con partecipanti ed i social media.