una comunità che salverà sé stessa

Se il binomio Arte e Cultura fosse percepito come un bisogno caratteristico degli amanti sociali di bellezza e conoscenza, è lecito sorprendersi come mai il Web 2.0, considerato il padre putativo delle reti sociali contemporanee e che si fregia di essere strumento per il miglioramento della qualità della vita, non conosca quei 22.000.000 di italiani che formano una comunità de facto, così tanto importante quanto trasparente e solo estemporaneamente partecipativa. Arte Resiliente non è solamente una risposta al bisogno di quei sodali intermittenti ed isolati tra loro di informazioni o di opportunità di condivisione: è un modello innovativo di rete sociale per il Web, studiata da umanisti – e non da tecnologi – perché sia sfugga alla “mission” utilitaristico-economica e perché sappia riflettere nel Web la reale struttura sociale della collettività degli amanti di Arte e Cultura – con l’intero delle sue peculiarità e le eterogenee competenze, aspettative, bisogni, obiettivi, prospettive. A quel gruppo umano la tecnologia dovrebbe essere totalmente asservita e non imporle comportamenti e forme di socializzazione apocrife ed inutili. Esistere è il primo dei verbi-missione di Arte Resiliente e riconquistare il secondo; riavviare il terzo e si riferiscono alla necessità di riqualificare e rilanciare la fruizione culturale attraverso la cooperazione tra persone, per combatterne il declino e riavviare quel processo di conquista del vivere dove Arte, Cultura e Creatività siano ancora i vettori della nobiltà della coscienza umana. Il Web dovrebbe dare, non solamente prendere. Arte Resiliente si fonda su una visione assolutamente etica, dove arte e cultura non siano esclusività ma inclusione e le categorie non bolle ma connotati: la macchina – la tecnologia – è stata costruita su quella disegno.